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26 settembre 2010 7 26 /09 /settembre /2010 18:58

Oggi è sabato, domani è domenica, lunedì inizia il lavoro e lo studio, sono cose interessanti che ci vogliono e fanno bene, ma sabato e domenica, oltre agli obblighi festivi e alle passeggiate, vogliamo evadere con la fantasia? Ebbene, questa volta abbiamo una tela, ricamateci su o con il filo e l’ago o  con pennelli e colori, colori che preferite, che vi detta l’anima e la passione di quel momento istintivo e assoluto: dunque prendete la tela, un foglio di carta spessa, o un cartoncino bianco, può andare bene uno di quelli che si trovano nelle calze da donna o quelli che si trovano nelle confezioni delle maglie intime da uomo, oppure cercate di comprare una tela di qualsiasi grandezza, ve ne consiglio una non troppo grande visto che siamo ai primi passi nel campo della pittura; bene, ora ci arriviamo, prendete uno di questi cartoncini che vanno dipinti sul lato non lucido, o la tela che sia, e fatelo girare nelle vostre mani, squadratelo bene e osservatelo nella sua ampiezza, se si intravede qualche immagine a volte nell’intercapedine della tessitura di trama nell’ordito senza alcuna lavorazione elaborata, regala certe visualità, cercate di leggere bene ciò e mettetelo in rilievo con i vostri colori, dopo riempite i vuoti con colori contrastanti per non rovinare l’immagine del disegno  che avete appena fatto risaltare.

Ora veniamo a questa  mia seconda tecnica e alla manualità dei colori: prendete un piatto di plastica con dentro delle gocce d’acqua e in ogni goccia appoggiatevi una matita o due ad acquerello dello stesso colore, ma ogni goccia deve avere colore diverso; se nella tela bianca non intravedete nulla sbizzarritevi con i colori e vedrete che qualcosa risalterà, buon divertimento.

Ho anche altre tecniche personali, ma queste ve le farò conoscere più avanti.

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Published by Anna Rinaldi
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9 settembre 2010 4 09 /09 /settembre /2010 21:29

Mi piacerebbe avere un giardino con tanti bambini a giocare, così erano le ferie estive dalle scuole Elementari: si pagava 10 Lire e trascorrevamo tutto il giorno a giocare e ricamare in una villa di una nobile signora che ci seguiva nei giochi fino alle ore 14, quando la sua figliuola la chiamava per andare a pranzo e la sostituiva; lei  restava con noi tutto il pomeriggio  insegnandoci il ricamo: punto erba e punto catenella, che sono quelli iniziali, a cui seguivano il punto croce, punto a giorno, punto ombra, punto pieno e laugé.

La nobile signora era felice ad avere i bambini nel giardino e noi  bambini eravamo felici di partecipare con quelle 10 Lire alle piccole spese per tenere bello il giardino pieno di piante con un tavolo, una panca e le sedie tutte in pietra; la signora diceva che le facevamo tanta compagnia e gioiva con noi facendoci anche cantare. Io ci andavo assieme alla mia mica Pina, che la chiamavano Pinuccia, e io ero chiamata Annuccia, giocando a fare le tortine di terra bagnata, mettendole poi nel buco di una pietra esposta al sole come se fosse stato un forno in cui la tortina si asciugava, questo era il gioco, ma le nostre mamme ci portavano il vero pranzo da casa perché così facendo potevamo restare nel giardino anche di pomeriggio a ricamare.

Tempo che fù?

Ma chi se lo scorda più,

è una gioia che ti porti nel cuore,

che ti accompagna nella vita.

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15 agosto 2010 7 15 /08 /agosto /2010 14:43

Il mattino del Ferragosto iniziava così, prosciutto, pane, fichi, melone e un cesto d’uva, così mi ha raccontato sempre mia mamma, che ogni anno, dopo la Santa Messa delle ore 10, insieme a tutta la sua famiglia, nel giardino del frutteto a pergolato del chiostro, poteva mangiare i frutti che raccoglievano in quel momento dagli alberi: mi è sempre piaciuto questo racconto della vita di mia mamma, che ha fatto rivivere questa tradizione anche a noi e ai miei figli.

Tutto ciò è avvenuto nel giardino di Sant’Alfonso Maria De’Liguori a Napoli in località Marianella, nel quale ho passato la mia infanzia giocando insieme alla mia amica Pina: provavo una grande felicità anche perché la mia mamma mi raccontava che in quel giardino giocava anche lei da bambina, per me era una cosa eccelsa vivere le stesse gioie di quella felicità che emana il giardino.

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24 luglio 2010 6 24 /07 /luglio /2010 19:13

Pane ancora caldo,

uscito dal forno:

profumo inconfondibile;

è mattino presto,

il Sole si è appena affacciato,

tiepido nella frescura mattiniera

ti permette di salutare chi incontri

e il profumo del pane

ti accompagna ancor

nella strada che percorri:

profumo di caldo amore.

 

Scritta l’8 maggio2010.

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4 luglio 2010 7 04 /07 /luglio /2010 20:32

 

Pastiera napoletana artigianale

Vera pastiera napoletana

La ricetta di mamma e papà per la pastiera

Ingredienti per la pasta frolla:

400 grammi di farina;

200 g di zucchero;

150 di strutto;

1 noce di burro;

1 uovo intero;

1 tuorlo;

1 buccia d’arancia grattugiata;

1 goccio di latte;

1 spremuta d’arancia.

Ingredienti per il ripieno:

600 grammi di grano cotto;

250 g di latte;

500 g di zucchero;

1 pizzico di sale;

40 millilitri di acqua di fior d’arancio;

6 uova;

1 scorza grattugiata di limone;

1 pizzico di cannella in polvere.

Prepariamo prima la pasta frolla: in un recipiente mettete 400 grammi di farina setacciata con 100 g di zucchero, mescolate bene e metteteli sul tagliere, poi in un piatto schiacciate con una forchetta 150 g di strutto e una noce di burro con altri 100 grammi di zucchero; dopo averli uniti bene metteteli nella farina che è sul tagliere, mescolate ancora il tutto e aggiungetevi al centro di questi ingredienti un uovo intero, un tuorlo e una scorza di una arancia grattugiata e una spremuta d’arancia, impastate bene insieme alla farina e per favorire un buon impasto aggiungetevi anche un goccio di latte, dopo di che lasciatelo riposare sul tagliere e copritelo con un panno.

Intanto prepariamo separatamente vari composti che in un secondo momento andranno aggiunti: versate in una pentola 250 millilitri di latte, 600 g di grano già cotto, due cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, fateli bollire per 10 minuti a fuoco lento, dopodichè spegnete il fuoco, aggiungetevi 40 ml di acqua di fior d’rancio, una scorza di limone grattugiata, un pizzico di cannella e una presa di rhum, amalgamate bene e lasciate intiepidire.

Ora prepariamo la crema pasticcera: in un pentolino mettete 250 millilitri di latte e una noce di burro; sbattete a parte un tuorlo d’uovo e un cucchiaio di farina mischiata a 80 g di zucchero e un po’ di latte freddo, mescolate il composto e mettetelo nel latte sul fuoco, girando di continuo con un cucchiaio di legno, appena vedete che è di una consistenza cremosa spegnete il fuoco e grattugiatevi dentro una scorza di un limone e una scorza di un’arancia , mescolandola poi bene al composto di grano e lasciate raffreddare ancora.

In un piatto stemperate 500 g di ricotta romana con 200 g di zucchero, aggiungete 250 ml di latte e mescolate, a parte sbattere 6 tuorli d’uovo con 250 g di zucchero e altri 40 ml di fior d’arancio, unitevi la ricotta già stemperata e aggiungetevi 80 g di cedro candito a spicchi sottili e piccoli, una bustina di lievito vanigliato sciolta in 50 ml di latte, amalgamate bene tutto e unitevi anche 6 chiare d’uovo montate a neve, incorporando questo con l’impasto di ricotta e con il preparato di grano e crema pasticcera amalgamandoli bene.

Imburrate quindi un tegame a bordi alti di circa 32 centimetri di diametro e col mattarello stendete una sfoglia sottile di pasta frolla, lasciandone ¼ di essa a parte, rivestendone il tegame fino ai bordi per evitare che possa fuoriuscire il ripieno che dovete riversare al suo interno, quindi con la rimanente pasta frolla decoratene la superficie con delle strisce orizzontali e verticali larghe quasi 2 centimetri, distanti tra loro tre dita e lunghe quanto il tegame, appoggiandole ai suoi bordi.

Inseritela nel centro di un forno preriscaldato e non ventilato cuocendola a 180°C per circa 60 minuti fino a quando la superficie della pastiera avrà assunto un bel colore leggermente ambrato. A questo punto spegnete il forno e lasciate riposare la pastiera al suo interno per un’altra mezz’ora, dopodichè toglietela dal forno, spolveratela con dello zucchero a velo o semolato; la pastiera con lo zucchero semolato è più gustosa e anche più bella perché si nota il suo colore ambrato e se la mangiate anche dopo diversi giorni la gustate come appena fatta, questa pastiera napoletana è una vera specialità!

Sicuramente risulterà perfetta seguendo la ricetta perché dentro c’è anche la crema pasticcera alla maniera di come l’hanno fatta sempre mia mamma e mio papà, si, perché quando era Pasqua, Natale e nelle altre feste partecipava tutta la famiglia ai preparativi, per questo anch’io me la cavo bene.

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9 giugno 2010 3 09 /06 /giugno /2010 12:46

Non sono nessuno?

Non si sa mai!

Per avere qualcosa amo guadagnarmela, per adesso non ci penso, ma nel cammino della vita qualcosa cambierà, qualcosa in bene arriverà, se no son felice così e mi basta quel che ho, permettetemi di tenermelo stretto, anche se è un piccolo tappo di bottiglia, in questa bottiglia c'è del miele, latte materno; i valori della vita, crescendo nell'amore e nel rispetto di essa.

Le arie sono queste, mi diverto a canticchiarle, forever, forever, amo l'amore, forever, forever, amo la vita, forever, forever, amooo te.

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17 maggio 2010 1 17 /05 /maggio /2010 01:47

Cos’è il successo:

saper estrarre anche dalle più piccole cose grandi soddisfazioni, dicendo la parola che mancava senza pensarci, è un’opportunità che ti si da e la valuti solo dopo che la chiave ha fatto aprire il discorso sociologico, spirituale, con risultati eccellenti, dopo di ciò pensi all’intuizione e alla combinazione della parola magica che ti ha dato l’opportunità di successo nel riuscire a far felice chi ne avesse bisogno.

Il divenir di certe situazioni ti fa capire il filo logico, sociale e spirituale di ciò che sei e sarai nell’incontro e confronto in una gioia dell’io, quando si presentano certe occasioni nel tuo istinto caratteriale e spontaneo, valorizzi la sapienza del bene verso gli altri: quando tutto questo è grande anche le piccole cose ti rendono felice.

Gestire un problema e ti si offre l’intuito, hai trovato il sistema di come aiutare qualcuno che ha bisogno e senti dentro di te la felicità immensa: questa è la chiave del successo.

Osservazioni: c’è chi ti guarda dalla testa ai piedi per giudicarti e darti una sentenza, ma c’è chi ti guarda con gli occhi pieni d’amore e l’intuito aiuta chi dà e chi riceve.

Spesso mi è capitato di dare consigli fruttuosi e costruttivi: dopo di ciò queste persone si sentono felici e mi ringraziano, io non ci pensavo neanche, ma dopo i risultati mi accorgo di aver avuto il fiuto e l’intuito della parola chiave, mi sento fortunata di questo.

La parola chiave questa volta fu "ginnastica". Invitai una signora a sedersi e lei mi disse che aveva paura a stare troppo vicino alla vetrata, io le risposi che non c’era alcun motivo di aver paura, la struttura era forte,dimostrandole e dicendole che spesso mi appoggio alla finestra per fare ginnastica e questa parola ginnastica fece da filtro e dalla paura si passò alla ginnastica, perché la signora è maestra di ginnastica, e se non è magia questa, e chi la fermava più, mi raccontò che anche suo marito insegna ginnastica e hanno una palestra: si erano conosciuti amando già la ginnastica.

Auguri e felicità a tutti.

Evento avvenuto e manoscritto nell’ottobre del 2009. 

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9 maggio 2010 7 09 /05 /maggio /2010 23:10

Fai splendere il Sole iniziando da dentro il tuo cuore e vedrai che anche nel più piccolo angolo nascosto della tua città c'è un riflesso che brilla.

Scritta giovedì 6 maggio 2010 per la Festa della Mamma di domenica 9 maggio 2010.

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30 aprile 2010 5 30 /04 /aprile /2010 18:47

Poeti: saper osservare il cielo,

leggere fra le nuvole

mentre queste si muovono di continuo;

frammenti di esse

formano un altro leggere e vedere,

tu non lo puoi fermare

ma solo ammirare

e cogliere con le tue pupille

i piccoli frammenti e i suoi movimenti

mentre lo sguardo del pensiero ricava il Mondo intero

e lo sguardo del tuo pensare

il Mondo sa apprezzare.

 

Scritta nel 2007.

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22 aprile 2010 4 22 /04 /aprile /2010 21:15

orizzonte.jpg

Indicando la gioia della Terra, ovunque guardi la sua bellezza è presente (mio figlio Gianluigi Gelmini al Parco Nazionale del Gran Paradiso in Val d'Aosta)

tramonto.jpg

Riflessi indescrivibili in una luce coinvolgente (scattata da Anna Rinaldi)

alpe-rifugio.jpg

Gioiose meditazioni (mio figlio Gennaro Gelmini all'Alpe Motta in Val d'Ossola, Piemonte)

 

La Terra rappresenta padre, madre e figli, trattiamola come tale, come trattiamo i figli.

Le foto di questo articolo ispirano l'anima e fanno sentire felici, facendo fluire nel sangue la vera poesia esistenziale della vita.

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